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Di antichissime origini, Teramo è città certamente preromana, come testimonia il ritrovamento dentro e fuori le mura, di suppellettili funerarie simili a quelle delle tombe protostoriche picene.

Furono forse i Fenici a contribuire alla sua fondazione, chiamandola "Petrut" cioè "luogo elevato circondato dalle acque" e facendola diventare centro di riferimento per le popolazioni pretuziane.

Capitale del Pretutium con il nome di Interamnia Praetutiorums, godette di una relativa indipendenza; secondo alcuni storici avrebbe dato addirittura il nome all'Abruzzo.

Ma la sua età più florida Teramo la conobbe dopo la conquista dei Romani nel 268 a.C., quando prima come municipio, poi come colonia, sotto gli imperatori Augusto ed Adriano, visse un lungo periodo aureo con la costruzione di templi e terme, del teatro e dell'anfiteatro.

I saccheggi e le distruzioni dei Goti e dei Visigoti cancellarono presto questo splendore.

Ricostruita nel 568, la città fu conquistata dai Longobardi, e sotto il loro dominio fu annessa al Ducato di Spoleto con con il nome di Teramum.

La storia della città è testimoniata dai resti e dai monumenti simbolo che si trovano a pochi passi l'uno dall'altro.

Il teatro romano, in pieno centro, l'anfiteatro, di modeste dimensioni risalente al III-IV secolo, la chiesa di San Getulio e la Cattedrale eretta nel 1158 per volontà di Guido II, che fu oggetto di svariati interventi ed arricchimenti fino a raggiungere l'aspetto odierno che ne fa un complesso di rara ed inquietante bellezza.


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